8 Novembre 2009

Assemblea Nazionale del PD. Bersani proclamato Segretario

Costruire il partito. Preparare l’alternativa

“Mi sono rivolto a voi come ci si rivolge ad un largo gruppo dirigente e in modo consapevole sia della rilevanza e della difficoltà del nostro impegno sia della grande forza che possiamo esprimere. Tutti noi, assieme, metteremo fiducia nel progetto, tenacia e solidità nel perseguirlo; e soprattutto davanti alla sfida nuova sapremo rinverdire gli ideali che ci hanno portati alla politica ricavando da lì energia e generosità. Perché in fondo la sostanza sta proprio qui. Un Partito giovane ci chiede di essere giovani nel cuore. Un partito nuovo”. Così ha concluso il proprio intervento Pier Luigi Bersani durante l’Assemblea 2009 che lo ha proclamato segretario del Pd.

Un discorso durato poco più di un’ora che è cominciato un ringraziamento al presidente Giorgio Napolitano, “per la personalità, la forza e l’equilibrio con cui sta esercitando il Suo ruolo di garanzia”; a Romano Prodi perchè “lo sentiamo qui con noi nelle radici profonde della nostra grande avventura”; “a Dario Franceschini che mi ha preceduto in questo ruolo e che si è confrontato lealmente con me e con Ignazio Marino in nome delle migliori prospettive del Partito”.

Quattro proposte di riforma istituzionale. “Avanziamo una nostra idea di riforma. Un idea di riforma che non affidiamo al cosiddetto dialogo, parola malata ed ambigua, ma al confronto trasparente nelle sedi proprie e cioè nel Parlamento.
Proponiamo di partire da quattro punti:
Superamento del bicameralismo perfetto, Senato federale, riduzione del numero dei parlamentari, rafforzamento delle funzioni reciproche di Governo e Parlamento;
Attuazione dell’art. 49 della Costituzione con una coerente e moderna legislazione sui partiti;
Nuova legge elettorale che consenta ai cittadini di scegliere i Parlamentari, attraverso un confronto con le forze politiche cominciare da quelle dell’opposizione senza escludere una legge di iniziativa popolare;
Nuove norme sui costi della politica fissando parametri che ci mettano stabilmente e chiaramente nella media comparata dei principali Paesi europei;

Queste sono le nostre priorità sul fronte istituzionale e costituzionale”.

Crisi economica. Bersani ha voluto porre l’accento sugli spot del governo che, ben lontani dalla realtà, hanno annunciato che la crisi ormai è alle spalle. “Come nel gioco delle tre carte – ha detto Bersani – il luogo e il tempo per discutere i problemi reali sono sempre altri. Il vuoto viene coperto da divagazioni addirittura paradossali su cui si adagia il conformismo. Abbiamo discusso per alcuni giorni di posto fisso mentre decine di migliaia di precari il posto fisso lo stavano trovando a casa loro! Tutto questo alza un muro pericoloso fra dimensione sociale e realtà istituzionale e politica. Riscopriamo che senza dialettica politica e parlamentare non c’è dialettica sociale, non c’è la possibilità di inquadrare una gerarchia di problemi davvero riconoscibile dai cittadini. Parliamo dunque con linguaggio di verità di questa crisi. La crisi non è psicologica, non è una nuvola passeggera, non l’abbiamo alle spalle. Altro che dichiarazioni che la crisi è finita e abbiamo superato il Pil dell’Inghilterra. Ma quale boom economico?”.

Il sistema delle autonomie. “Uno strumento formidabile per fronteggiare la crisi è il sistema delle autonomie” così Bersani durante il suo intervento di apertura dell’Assemblea del Pd. “Nel momento in cui più forte potrebbe essere il suo coinvolgimento sia sul versante degli investimenti, sia sul versante sociale (a partire dalla risposta alle nuove povertà e a questioni acute come quelle dell’immigrazione) noi assistiamo ad un tradimento vero e proprio dei Comuni che non sanno né come fare i bilanci né come muovere le risorse che hanno. Propongo dunque come prima iniziativa di mobilitazione del Partito una assemblea di mille Amministratori del PD aperta ad Amministratori di ogni orientamento per denunciare il federalismo delle chiacchiere ed affermare quello dei fatti. Non si pensi, a cominciare dalla Lega, di poter raccontare qualsiasi favola con noi che stiamo zitti!”.

Welfare. “Vogliamo essere il Partito dell’ammodernamento del Welfare, capace di presidiare con una vera cultura di governo quei beni che non intendiamo affidare al mercato e per i quali pretendiamo un approccio universalistico: salute, istruzione, sicurezza. La nostra valutazione è questa. In questi sistemi assistiamo prevalentemente ad una riduzione e a un degrado dell’offerta, realizzati con violenti tagli lineari e con la predisposizione di battage ideologici, dal grembiule, alle ronde, ai fannulloni e con un approccio ai temi della Pubblica Amministrazione non in chiave di riorganizzazione ma in chiave di richiamo all’ordine.
I risultati li vediamo nell’impoverimento dell’organizzazione scolastica e formativa che si scarica su studenti, famiglie, insegnanti e nella condizione di disagio estremo in cui lavorano gli operatori della sicurezza. Decreti e voti di fiducia in tutte queste materie non hanno portato soluzioni, hanno portato problemi. Chiediamo che sia possibile finalmente una discussione nel merito, a cominciare ad esempio dalle nuove norme sull’Università, nelle quali riconosciamo alcune delle nostre indicazioni e che siamo quindi interessati a discutere, con il solo vincolo di una riconsiderazione dei tagli indiscriminati che si sono abbattuti su Università e Ricerca”.

L’Italia il suo ruolo in Europa. “Essere in Europa: sia nel porci all’altezza delle migliori esperienze europee senza farcene sopravanzare come sta largamente avvenendo, sia nell’affermare il nostro Paese come soggetto trainante dell’integrazione; un ruolo questo che con i Governi della destra ci è totalmente sfuggito di mano e che dobbiamo assolutamente riprendere.

Il 1° dicembre entrerà in vigore il Trattato di Lisbona. Le cose cambiano. Siamo contenti e orgogliosi che si discuta, pur in un percorso incerto e complesso, della candidatura in un ruolo di altissima responsabilità di una personalità italiana e cioè di Massimo D’Alema. E’ una novità importante il fatto che questa candidatura sia emersa non nella classica forma intergovernativa ma come indicazione politica delle forze progressiste europee e che questa proposta abbia avuto un aperto apprezzamento dalla quasi totalità delle forze politiche italiane.

Vogliamo affrontare le novità che vengono dal nuovo Trattato nel solco dell’indicazione del Presidente Giorgio Napolitano che ha detto così: “Se non ci si libera dalle pastoie dell’Europa intergovernativa non c’è futuro per l’integrazione e se l’integrazione ristagna o regredisce non c’è futuro per l’Europa ( e quindi per noi stessi nel mondo)”. Credo non si possa dire meglio”.

Preparare un alternativa. “Dobbiamo costruire il Partito che abbiamo promesso ai cittadini che ci guardano, ai militanti che ci sostengono, ai milioni di persone che ci hanno sollecitati ad andare avanti e ad avere una fiducia sicura nel nostro grande progetto. Teniamo dunque fermi i punti di fondo. Nessuna nostalgia dive imprigionarci o trattenerci; dobbiamo sentire invece la responsabilità del nuovo da costruire. Saremo un Partito che, nel bipolarismo, si rivolgerà a tutta l’area del centrosinistra, senza trattini o distinzioni di ruoli e senza pretese di esclusività e con la legittima ambizione di crescere e di farci più forti”.

Quale forma di partito. “Ribadisco qui quel che ho sempre detto nella nostra lunga campagna congressuale. Penso ad un Partito nel quale c’è bisogno di tutti e nel quale tutti devono collaborare a promuovere una nuova classe dirigente. Per questo intendo collocare nei luoghi esecutivi esponenti di una nuova generazione già sperimentata e creare attorno a loro la presenza attiva di personalità politiche che possano proteggere il cambiamento mettendo a frutto i vasti sistemi di relazione che possiamo mobilitare. Tutto questo con uno sguardo plurale e mai fazioso nella attribuzione di ruoli e di responsabilità. C’è un punto ulteriore che voglio già oggi indicare per la nostra discussione. Se gli aspetti di confronto e di selezione competitiva in cui ci siamo ampiamente esercitati in questi anni (e che andranno preservati con qualche necessario aggiustamento) non verranno messi in equilibrio con meccanismi centripeti e coesivi propri di ogni associazione, noi rischieremo fenomeni di anarchismo e di feudalizzazione. Penso che la Commissione già nominata dalla Convenzione per la rivisitazione dello Statuto dovrà occuparsi di questo; di come meglio bilanciare, ad esempio, l’ampia dialettica, l’assoluta libertà di espressione, il valore del pluralismo con l’esigenza di preservare l’autorevolezza e l’univocità delle posizioni del Partito.

Quando si parla di questo, il pensiero va subito ai temi etici di frontiera. Ma il problema non è questo. Sto parlando invece di una fisiologia che riguarda diffusamente la vita del Partito e che più facilmente impatta nei diversi luoghi del Paese con questioni relative al tracciato di una strada o a un termovalorizzatore o a una nomina piuttosto che a problemi di frontiera”.

La questione morale. “E’ al lavoro anche una Commissione nominata dalla Convenzione per perfezionare il Codice Etico del Partito Democratico. Voglio qui sottolineare la centralità della questione. Per gli obiettivi che abbiamo, noi non possiamo fare a meno della dignità e del buon nome della politica e dell’amministrazione pubblica. Quando questi si appannano, la destra ci lucra e noi paghiamo il prezzo. Dobbiamo dunque porci il problema generale di un rafforzamento della tensione civica ed etica, a cominciare da noi stessi. E’ una questione che non può essere semplificata parametrandola, come spesso si fa, sui provvedimenti giudiziari. Quel parametro, che certo ha un grande rilievo, può tuttavia essere troppo o troppo poco; non ci libera dalle nostre responsabilità.

Un Partito non è una autorità morale ma deve sentirsi tuttavia in qualche modo garante di quella dignità nell’esercizio di funzioni pubbliche che la Costituzione richiede. Una dignità che non può non comprendere comportamenti privati coerenti con la credibilità e il rispetto che un impegno pubblico pretende. Dobbiamo chiederci come mai pur avendo indicato le migliori intenzioni nelle nostre carte fondamentali, in questi due anni non sia stato possibile sanzionare nei diversi luoghi del Paese comportamenti non coerenti con i principi che abbiamo enunciato. Chiedo quindi che la Commissione Etica avanzi proposte non solo di principio ma tali da comprendere strumenti operativi efficaci per dissociare il Partito e il suo buon nome dalle deviazioni di singoli”.

7 Novembre 2009

On. P. Nerozzi: Posto fisso idee confuse

Riportiamo l’intervento di Paolo, uscito oggi sul quotidiano Europa, in merito agli ultimi pronunciamenti di Tremonti riferiti a quel blocco sociale - composto dai precari – che l’attuale esecutivo ha sempre osteggiato. Il ministro, per non fare vuota retorica, farebbe bene ad assumere alcune delle ultime proposte del Partito Democratico. I pronunciamenti del ministro Tremonti in merito al ritorno del “posto fisso”, oltre a confliggere con quella che è la politica quotidiana di questo esecutivo che ha fatto della guerra ai lavoratori precari, della pubblica amministrazione quanto dei settori privati, uno dei suoi tratti distintivi, lasciano perplessi in quanto sembrano più le elaborazioni di un semplice osservatore della politica italiana, e non le riflessioni del ministro dell’economia. Ma nonostante ciò, tali esternazioni, oltre che stigmatizzate mettendone in luce la distanza tra le parole e gli atti concreti dell’attuale governo, non sono folklore politico. Debbono essere considerate la volontà da parte di Tremonti di interloquire con una parte profonda del paese che vive in uno stato profondo di incertezza e di precarietà. Pronunciamenti che vanno presi quindi in seria considerazione, evitando di inseguire sulla stessa strada la leader di Confindustria. Il mix di richiami al “posto fisso” e alla “lotta” contro il sistema delle grandi banche è a base del consolidamento di un blocco sociale oggi in parte privo di rappresentanza politica e sociale. Un blocco sociale composto per lo più dal mondo delle piccole e piccolissime imprese che più delle altre risentono della crisi e della stretta creditizia, del lavoro manuale e dei tanti giovani, e non solo, precari che per primi – e senza alcuna copertura – sono stati espulsi dal mercato del lavoro a seguito della crisi economica. Quello stesso blocco sociale a cui si dovrebbe rivolgere un grande partito popolare riformista e che invece, ancora oggi, rischia di non incontrare nella sua attività politica. Un’estraneità del mondo del lavoro, in particolare di quello meno garantito, che si è andata determinando a causa delle nostre incertezze negli anni passati ad indicare una strada diversa rispetto all’imperativo dominante all’epoca del liberismo. Una timidezza, la nostra, che ancora non ci ha consentito di fare fino in fondo i conti con gli errori del passato, e che ha prestato il fianco a chi ci dipingeva come più interessati ad accreditarci verso i grossi gruppi finanziari e le grandi imprese, che ad essere attenti ai bisogni degli ultimi. Disattenti a quel progressivo processo di isolamento e chiusura in cui via via veniva coinvolto parte del lavoro dipendente. Al contrario a quel blocco sociale in questi anni hanno saputo parlare le destre promuovendo una politica basata sulla paura, sul localismo e sulla rottura di un patto nazionale e generazionale. Mettendo contro il nord e il sud del paese, i garantiti e i non garantiti, gli anziani e i giovani, i dipendenti pubblici da quelli privati e ricercando costantemente la divisione sindacale. Proprio dal ricreare le condizioni per un nuovo patto civico, capace di tenere insieme mondo del lavoro e piccola impresa, è possibile ridare fisionomia politica al Partito democratico. Un partito, che non a caso, ebbe una buona affermazione elettorale proprio quando propose il cosiddetto “patto dei produttori”. La stessa idea della vocazione maggioritaria, troppo spesso banalizzata ad asticelle elettorali da raggiungere, l’ho sempre intesa come la ricerca di parlare e rappresentare la gran parte del mondo del lavoro e di chi opera quotidianamente per contribuire all’economia di questo paese. Tremonti gioca quindi sulle nostre incertezze, ma negli atti politici e parlamentari di questi ultimi mesi è possibile riscontrare una nostra inversione di marcia: dalle iniziative per i precari della pubblica amministrazione e della scuola, all’estensione degli ammortizzatori sociali, al sostegno dei redditi dei lavoratori dipendenti e dei pensionati, all’attenzione verso i piccoli imprenditori. Tremonti, quindi, se non vuole fare solo vuota retorica parta da qui e assuma qualcuna delle nostre proposte. E infine, se il ministro Tremonti crede davvero nel valore della stabilità del lavoro interpelli il suo collega Brunetta e lo convinca a stabilizzare almeno i precari delle amministrazioni pubbliche e della scuola. Si tratta di un semplice atto di governo e si impiega meno tempo che a scrivere un nuovo libro. Libro che naturalmente leggeremo con attenzione.

On. Paolo Nerozzi Deputato del Partito Democratico

4 Novembre 2009

SCUOLA E RICERCA NEL MEZZOGIORNO, Ostuni 5 Novembre

Partito Democratico5 Novembre alle ore 18,00 presso l’auditorium della Biblioteca comunale di OSTUNI un pubblico dibattito promosso dal Partito Democratico di Ostuni sul tema “La scuola e la ricerca nel Mezzogiorno”.

La scuola cambia, nel lessico  e nei modelli organizzativi, il passato ritorna sia pure in forma diversa, dal voto nel comportamento al maestro unico; molte sono le novità anche nell’Università e nella Ricerca; la Riforma della scuola dal prossimo anno riguarderà la scuola superiore e ugualmente la riforma dell’Università toccherà tutti gli aspetti della vita accademica, dalla governance al reclutamento al diritto allo studio.

Nel frattempo studenti e precari nel Mezzogiorno e non solo insorgono in nome del diritto allo studio.

Introduce

  • dott. Sergio Montanaro. segretario PD Ostuni

Interverranno:

  • prof.ssa Rosalinda Cassibba Direttore del Dipartimento di Psicologia Università degli Studi di Bari;
  • prof. ssa Rosa Savoia Dirigente sindacale FLCcgil  di Brindisi;
  • Benedetto Ligorio portavoce Rete degli Universitari di Brindisi;

Conclude:

  • Sen. SALVATORE TOMASELLI.

29 Ottobre 2009

Bersani incontra Nichi Vendola

Le alleanze: “la sequenza è prima la piattaforma programmatica, poi l’alleanza, e infine il candidato, e non il contrario”

“Abbiamo avuto un confronto positivo perché abbiamo constatato che con Sinistra e libertà abbiamo interessi comuni sui temi della democrazia e delle questioni sociali. Sono due temi che vogliamo siano messi al centro del dibattito politico”. Così il segretario Pier Luigi Bersani al termine di un incontro con Nichi Vendola presso la sede del Partito democratico.

Così come accaduto ieri con Antonio Di Pietro, il leader del Pd sta incontrando tutti i maggiori esponenti dell’opposizione per trovare punti di azione comune, di dialogo e di convergenza politica. “C’è un interesse comune a continuare il confronto e a lavorare insieme con incontri regolari”, ha aggiunto Bersani

Al centro dei colloqui la questione sociale-economica e quella democratica che possono diventare la base unica su cui costruire “una larga alleanza alternativa alla destra”.

Crisi economica. Dopo le dichiarazioni del governatore di Bankitalia, Mario Draghi, che annunciava che non ci sarà una ripresa rapida e che la disoccupazione crescerà nei prossimi mesi, Bersani ha voluto ricordare che dire “ripresa difficile, non significa pessimismo e tanto meno catastrofismo, significa uno sguardo realistico sulla situazione e quindi l’esigenza che si affronti la situazione con il coraggio di misure che diamo un pochino di sprint a questa nostra economia”.

“Penso – ha aggiunto – che sia lecito per una opposizione attendersi che il governo metta un po’ di solennità nelle discussioni sulla crisi economica, perché per più di un anno abbiamo parlato di cieli azzurri e di nuvole passeggere, non abbiamo mai avuto un dibattito vero, e veritiero, sulla situazione economica e sociale del paese”.

“Certamente si può discutere di Irap, e noi abbiamo fatto una proposta sull’Irap per il lavoro e l’abbiamo messa in relazione al tema delle detrazioni fiscali, però adesso la questione è che non si può discutere di un particolare, qui bisogna fare un pacchetto di misure, una manovra vera, e il governo deve prendersi le responsabilità davanti ad una situazione così grave. Con questa situazione del debito, del deficit italiano, non si può star fermi, bisogna fare un’operazione più coraggiosa, e il governo deve prendersi questa responsabilità, noi siamo qui in parlamento a discutere e a prenderci le nostre”.

Alleanzee candidature. Per le prossime elezioni regionali di marzo, “aspettatevi dal Pd che a livello delle alleanze arrivi una proposta generosa, con una offerta ampia di corresponsabilità. Veti non ne mettiamo. A nessuno”.

Emma Bonino candidata come governatore del Lazio? ”Lasciate perdere il toto-nomi sui candidati” ha risposto Bersani ai giornalisti. “Quello è l’ultimo dei passaggi. La sequenza è prima la piattaforma programmatica, poi l’alleanza, e infine il candidato, e non il contrario. Il candidato serve per vincere, e noi dobbiamo quindi costruire un’alleanza ed un programma per far questo”.

29 Ottobre 2009

Rutelli (ex Margherita) lascia il partito democratico.

Anche se le parole non sono nette la sostanza è che Francesco Rutelli abbandona il Pd. “Dobbiamo iniziare un tragitto differente – ha detto il leader Dl durante la presentazione a Roma del suo libro La svolta -, unendo persone diverse, che hanno culture diverse, che hanno capacità di mettersi al servizio operosamente che, per citare Aldo Bonomi, é l’Italia operosa e non l’Italia del rancore ….  Serve una risposta che non possiamo affidare al percorrere i binari tracciati davanti a noi perché sappiamo già dove vanno a finire”.

29 Ottobre 2009

Lavoro, imprese e sud.

Cosa c’è da fare
Negli emendamenti presentati alla Finanziaria dal PD misure a sostegno anche dei redditi e degli enti locali
Crisi, la contro-finanziaria PD

Sostegno al lavoro, ai redditi e alle imprese. E poi misure per l’emergenza idrogeologica e sismica, per gli enti locali e il Mezzogiorno. Sono queste le priorità che il PD intende portare avanti con determinazione e risolutezza.

Il primo passo è stato fatto oggi con la presentazione degli emendamenti alla Finanziaria, ora in esame a Palazzo Madama, presentati dal gruppo del Pd del Senato. Una vera e propria contro-finanziaria con priorità ed obiettivi che non sono quelli indicati dal governo. “Per noi – spiega Anna Finocchiaro, presidente dei senatori democratici – la questione centrale, la nostra battaglia, è tenere al centro degli interventi il lavoro, il reddito delle famiglie e lo sviluppo delle imprese. Questo è il cuore della nostra proposta economica per superare la crisi”.

Nel merito, la capogruppo del Pd di Palazzo Madama, indica “sei questioni essenziali” all’interno delle quali prendono corpo le diverse proposte del Pd.

Si parte con il sostegno al lavoro che prevede tra le misure da affrontare, il riconoscimento su base universalistica dei trattamenti di disoccupazione e l’estensione (anche nella durata) dei trattamenti di cassa integrazione guadagni ordinaria.

Il secondo punto riguarda il ‘Sostegno ai redditi’. In particolare quelli medio bassi, con una serie di detrazioni per le famiglie, le madri lavoratrici e per chi ha stipulato un mutuo. Si va dall’innalzamento delle soglie di detrazione per carichi di famiglia, a interventi in favore delle lavoratrici madri alla previsione della quattordicesima mensilità per i pensionati.

Importante anche l’intervento a favore delle imprese che prevede l’istituzione di un fondo interbancario finalizzato a facilitare l’accesso al credito delle imprese e al consolidamento dei debiti, il potenziamento dei Confidi e deduzione dalla base imponibile Irap del costo del lavoro, per il personale dipendente e assimilato, per le imprese individuali e società di persone; previsti anche la proroga degli incentivi per la riqualificazione energetica degli edifici e il sostegno al settore agricolo.

Il quarto punto riguarda ‘Le misure per l’emergenza idrogeologica e sismica’ dove, oltre agli interventi nelle zone di crisi come l’Abruzzo e Messina, è previsto un Piano di verifiche per la riduzione del rischio sismico su tutto il territorio italiano, con il riconoscimento di una detrazione del 55 per cento delle spese sostenute per l’adeguamento delle strutture, ed una mappatura delle aree a più elevate rischio idrogeologico (con previsione anche di eventuali abbattimenti di edifici a rischio).

Negli emendamenti dei democratici si parla anche di ‘enti locali’ con la proposta di rivedere il Patto di stabilità, con l’esclusione dai vincoli del Patto delle spese in conto capitale per opere e interventi nei settori dell’edilizia scolastica, della messa in sicurezza del territorio e per opere pubbliche cofinanziate dallo Stato.

Sesto, ultimo ma non per importanza, c’è il Mezzogiorno. Quella grande risorsa dell’Italia che la capogruppo Finocchiaro definisce “Il grande assente” dalla manovra del governo “che di chiacchiere in questi mesi ne ha fatte tante”. Chiacchiere che il PD preferisce sostituire con i fatti, ossia con la riassegnazione di quanto stanziato per il Ponte sullo Stretto per il completamento dei due principali corridoi ferroviari e per opere infrastrutturali, di adeguamento sismico e di risanamento idrogeologico; Il PD propone anche il rifinanziamento del Credito d’imposta per l’occupazione nelle aree sottoutilizzate, lo sviluppo dei Confidi nel Mezzogiorno e l’adozione di ricercatori universitari da parte delle imprese del Mezzogiorno. “Abbiamo lavorato – ha detto il relatore di minoranza della Finanziaria Vidmer Mercatali – abbiamo indicato anche la copertura per i nostri emendamenti, siamo pronti a discutere anche delle priorità se non si può far fronte a tutto”.

“Se davvero il Governo vuole abbassare la pressione fiscale che sta crescendo fino a raggiungere i livelli del 1997 – spiega il senatore democratico Enrico Morando lo vedremo su come si comporterà su alcuni emendamenti che abbiamo presentato riferiti in particolare all’aliquota fissa del 20% sugli affitti percepiti e alla detrazione parziale per chi lo paga, alla detassazione dei salari di secondo livello, all’eliminazione dalla base imponibile del costo del lavoro per le imprese che sono società di persone”. Se, di fronte a queste proposte la risposta del Governo sarà negativa allora, conclude Morando “capiremo che la riduzione delle tasse era solo un burla, solo chiacchiere

28 Ottobre 2009

Bersani ottiene la maggioranza assoluta

Primarie PD, i risultati delle elezioni del Segretario nazionale
Dati parziali, spoglio del 91% dei seggi
La Commissione per il congresso rende noto il dato delle primarie per l’elezionedel segretario del Partito Democratico relativo a 8.971 seggi elettorali, parial 91% del totale: Bersani 1.389.68, pari al 52,95%; Franceschini 899.683, parial 34,28%; Marino 335.155, pari al 12,77%; per un totale di voti espressi di 2.667.939. La partecipazione complessiva alle primarie, secondo unaproiezione lineare, è di 2.926.971.

Si tratta di dati sostanzialmente completi dei seggi che, sino a questo momento,sono stati imputati nel sistema operativo di conteggio dei voti. Sono al 100%dei seggi le seguenti regioni: Basilicata, Bolzano, Campania, Emilia Romagna,Friuli Venezia Giulia, Liguria, Marche, Piemonte, Sardegna, Toscana, Trento,Valle d’Aosta, Veneto.

E’già cominciata nelle commissioni regionali del congresso, che stannocertificando i risultati dei 171 collegi in cui è diviso il territorionazionale, la certificazione del risultato e sulla base di questo anchel’attribuzione dei seggi all’Assemblea nazionale. Per la sua complessità, l’operazione impiegherà ancora qualche giorno.

27 Ottobre 2009

Primarie Villa Castelli – segretario nazionale – risultati

ELEZIONE DEL SEGRETARIO NAZIONALE, VILLA CASTELLI 25 OTTOBRE 2009, SEGGIO UNICO PIAZZA MUNICIPIO, DATI DEFINITIVI.

 

votanti 319

PIERLUIGI BERSANI – VOTI 202 – PERCENTUALE 66,01%

con Bersani  66,01%

DARIO FRANCESCHINI  - VOTI 92 – PERCENTUALE 29,9%

democratici con Franceschini 11,1%

Semplicemente democratici 16%

rifacciamo la politica 2,6%

IGNAZIO MARINO – VOTI 12 – PERCENTUALE 3,9%

per marino segretario 3,9%

BIANCHE 13

NULLE 0

 

MEDIA PERCENTUALE IN PROVINCIA DI BRINDISI

BERSANI 58,97%

FRANCESCHINI 32,1%

MARINO 8,7%

26 Ottobre 2009

Primarie Villa Castelli- segretario regionale – risultati

ELEZIONE DEL SEGRETARIO REGIONALE, VILLA CASTELLI 25 OTTOBRE 2009, SEGGIO UNICO PIAZZA MUNICIPIO, DATI DEFINITIVI.

votanti: 319

BLASI – VOTI – 186  - PERCENTUALE 59,5%

con Blasi la Puglia in testa 57,6%

Democratici con Blasi 1, 9 %

EMILIANO – VOTI 118 – PERCENTUALE 37,8%

Semplicemente pugliesi con Emiliano 1,2%

democratici pugliesi con Emiliano 27,8%

MINERVINI – VOTI 4 –  PERCENTUALE 1,2%

Democratici con Minervini o,9%

Rifacciamo la Politica 0,3%

BIANCHE 4

NULLE 3

 

MEDIA PERCENTUALE COMPLESSIVA NELLA PROVINCIA DI BRINDISI

BLASI 52,1%

EMILIANO 22,3%

MINERVINI 15,2%

22 Ottobre 2009

Tutto pronto per le primarie del Partito Democratico

Sono 20.000 le schede che, unitamente a tutto il materiale per le consultazioni elettorali, verranno consegnate ai Presidenti di Seggio della provincia di Brindisi per le Primarie di Domenica 25 Ottobre.
“ Si tratta di un obiettivo ambizioso – ha dichiarato il segretario provinciale del PD Lorenzo Cirasino – se si tiene conto che per le primarie del 14 ottobre 2007, quando fu eletto Walter Veltroni, i votanti in provincia di Brindisi furono poco più di 23.000.
Ma l’interesse crescente degli iscritti e degli elettori del PD di essere protagonisti nella scelta di chi dovrà guidare il PD nei prossimi anni e soprattutto la voglia di contribuire alla nascita effettiva di un Partito utile al Paese rende fiduciosi nel risultato. “

Sono 27 i seggi presso cui tutti i cittadini , che abbiano compiuto i 16 anni, potranno recarsi per esprimere la propria preferenza per il candidato a Segretario nazionale ( scheda azzurra ) e regionale ( scheda rosa ) e alla relativa lista di appoggio.
Per poter votare , l’elettore dovrà portare un documento di riconoscimento o la tessera elettorale, sottoscrivere una dichiarazione di sostegno al programma del PD e versare un contributo di 2 euro.
Si vota nella sola giornata di Domenica 25 Ottobre dalle 7 alle 20 .
Di seguito le sedi che ospiteranno i seggi e liste in competizione

BRINDISI Rione Centro Sede PD – Via C. Braico 28
BRINDISI Rioni Bozzano, La Rosa, S.Angelo, Perrino Viale Francia 61
BRINDISI Rioni Commenda, S. Chiara, Minnuta, Cappuccini Biblioteca Provinciale Br- Viale Commenda 1 2 SEGGI
BRINDISI Rioni Casale,Paradiso Via A. Bafile angolo via Ammiraglio Cagni
BRINDISI Rioni S.Elia, Tuturano sede PD – Via G.Ciardi
CAROVIGNO Sede PD – C.so Vittorio Emanuele 35
CEGLIE Sede PD – Via XX Settembre
CELLINO Via Roma 14
CISTERNINO Sede PD Via D. Cirillo
ERCHIE Via S. Croce 7
FASANO Centro, Selva, S. Velletri Piazza Ciaia Fasano
MONTALBANO (Fraz.) Sede Circoscrizione
PEZZE DI GRECO (Fraz.) , Speziale Sede Circoscrizionale Corso Nazionale
FRANCAVILLA Sede PD via Roma 17A
LATIANO Palazzo Imperiali- Sala Consiliare
MESAGNE Auditorium Castello
ORIA Sede PD Via Latiano 32
OSTUNI Biblioteca Comunale Via F. Rodio 1
S. DONACI Sede PD Piazza P. Faggiano 2
S. MICHELE Sede PD Via E. Fermi 5
S. PANCRAZIO SEDE PD – Via Umberto I
S. PIETRO Centro Anziani Via Stazione
S. VITO Sede PD Via Tasso
TORCHIAROLO Sede PD Via Pio XII 1
TORRE S.S. Centro AUSER Via Lincoln 1
VILLA CASTELLI Sede PD Piazza Municipio